La pista da completare in via Facciolati

I volontari di Legambiente hanno censito lo spostamento di 2000 ciclisti al giorno che percorrono via Facciolati con destinazione scuola, lavoro, ma anche shopping nei numerosi negozi del quartiere. La via è però la seconda strada di Padova per numero di incidenti con biciclette coinvolte. Ora c’è un tratto di pista ciclabile e la situazione è certamente migliorata ma il percorso è diviso in due tratti con caratteristiche molto diverse. Dalla rotonda con via Gattamelata all’incrocio con via Pertile, la pista è rialzata a livello del marciapiede e quindi protetta dal traffico automobilistico. Nelle ore di punta è un piacere vedere le biciclette che filano via veloci superando la lunga colonna di automobili che si forma sulla strada. La pista su entrambi i lati della strada è comoda per l’accesso ai negozi, è rialzata e quindi offre protezione, evita l’attraversamento della strada, inoltre è separata dal marciapiede da un filare di alberi, circostanza che evita l’occupazione distratta dello spazio da parte dei pedoni. Insomma, questo tratto è sicuro e funzionale. Da via Pertile a via Sant’Osvaldo, invece, la pista è solo disegnata per terra e ciò è stato fatto per mantenere i 27 posti di sosta delle automobili e così la pista non è protetta e in corrispondenza dei parcheggi si restringe, anche se la situazione è comunque migliore di quando i parcheggi erano in piena carreggiata. Sussiste sempre il problema delle vetture che parcheggiano al di fuori degli spazi assegnati occupando la pista ciclabile. Un’unica medicina: multe salate.

Ma è possibile completare la pista ciclabile sulla restante metà della strada da via Sant’Osvaldo al Ponte di Voltabarozzo? Sì, spostando i 25 posti auto esistenti in questo tratto all’esterno della carreggiata. Per esempio non lontano dal semaforo delle poste, all’angolo con via De Giovanni, c’è un grande edificio un po’ usurato dal tempo; davanti si apre un piazzale che serve da deposito per materiale edile. Se il Comune volesse potrebbe acquisire l’immobile e utilizzarlo per collocarvi parte delle auto e riuscire così a dare spazio alla pista ciclabile protetta. Oppure sul completamento della pista fino al ponte di Voltabarozzo c’è anche un buon progetto del Quartiere 4 e del Settore Mobilità che, eliminando solo cinque posti macchina, permetterebbe la realizzazione di una pista ciclabile protetta anche se con alcuni tratti nei marciapiedi esistenti più larghi.