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In pista dalla stazione alla Stanga

In via via Tommaseo c’è una pista ciclabile da completare con un lavoro di ricucitura e di ampliamento, complesso ma possibile. In via Tommaseo ci sono ben 4 calamite di traffico: la fiera, il tribunale, gli istituti universitari di via Venezia, l’area direzionale in zona Stanga, e non solo, la strada è una grondaia che convoglia macchine, camion e corriere verso Padova est. Nel carrefour della Stanga ne passano 90 mila la giorno. Sono quasi un migliaio i ciclisti coraggiosi che percorrono ogni giorno via Tommaseo. Infatti dalla stazione ferroviaria alla Fiera manca un percorso ciclabile e così scoppia una battaglia quotidiana per ritagliarsi uno spazio per le due ruote in una delle arterie più congestionate della città. Nelle ore di punta si possono vedere ciclisti naufragati tra le scocche, avvolti da una nuvola di gas di scarico, fantasmi su due ruote in attesa che la coda di automobili riprenda la sua corsa sussultante. Qualche bici si arrampica sul marciapiede che diventa un salvagente intrigando i numerosi pedoni che camminano in uno spazio già molto ristretto. Legambiente propone di realizzare una pista ciclabile bidirezionale sul lato nord della strada (lato tempio della Pace), che collegando i tratti di ciclabile già realizzati, creando così un percorso continuo tra la stazione ferroviaria e la pista ciclabile di via Venezia. Sì, perché in via Venezia c’è già una buona pista ciclabile dalla stanga agli istituti universitari, è protetta, funzionale, abbisogna, forse, di qualche manutenzione, ma ha il grave difetto di morire davanti alla segreteria dell’Università, l’ex Fiat, per intendersi. Eliminando una delle due corsie per le auto che vanno in direzione Stanga e spostando lì una delle due corsie che vanno verso la stazione, si ricaverebbe lo spazio per realizzare una ciclabile bidirezionale protetta da paletti, nel tratto compreso tra la rotonda che incrocia via Valeri e gli istituti universitari. In effetti due corsie riservate alle macchine in direzione Stanga in questo tratto di strada sono ridondanti, di scarsa utilità perché il traffico in uscita dalla città comincia ad infittirsi solo dopo gli istituti universitari. La nuova pista permetterebbe a molti ciclisti di percorrere la strada in sicurezza su entrambi i sensi di marcia, costituirebbbe un complemento importante della rete di piste ciclabili cittadine, strategico proprio per la sua delicatezza.