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L’incompiuta di via San. Francesco

Via San Francesco è uno degli esempi più significativi di strada medievale padovana: ma fino alla metà degli anni ‘90, stagione in cui l’auto era strumento delle magnifiche sorti e progressive della civiltà del petrolio, la strada è stata una delle principali direttrici per raggiungere da sud il centro storico stando al volante. Situazione insostenibile che, nel tempo, ha indebolito la statica di molti palazzi e ha regalato all’atmosfera il più alto tasso di benzene del territorio urbano. La battaglia, intrapresa da Legambiente per sfrattare le automobili è in gran parte riuscita, ed è iniziata quella per la rivitalizzazione da questo museo all’aperto (i volontari di Salvalarte sono riusciti a riaprire ponte S. Lorenzo, l’oratorio di S. Margherita e la Scuola della Carità, sono in corso i lavori per la realizzazione a ridosso di San Francesco Grande del Museo della Medicina),

Oggi via S.Francesco è percorsa ogni giorno da 5000 bici e da un grande flusso pedonale, ha beneficiato di restauri importanti, gode di un’aria più pulita e va rigenerata dal punto di vista commerciale. Ma, cosa del tutto incomprensibile, non è ancora percorribile su entrambi i lati in bicicletta. Infatti per un terzo circa della sua lunghezza, dall’incrocio con via Santa Sofia a quello con via Galileo Galilei, la percorrenza è a senso unico, per permettere il passaggio di rare automobili. Il divieto blocca il transito in direzione Pontecorvo a migliaia di biciclette. In una via come questa, nel cuore del centro storico, le poche auto autorizzate al transito dovrebbero invece adeguarsi alla vocazione ciclopedonale del luogo, rallentando la velocità e consentendo alle bici di passare in sicurezza. Legambiente porta anche altri esempi che dimostrano il dominio automobilistico anche nelle zone a traffico limitato. All’incrocio di via San Francesco con via del Santo, uno stop impone alle biciclette di fermarsi per dare la precedenza alle auto che escono da via del Santo. In via Zabarella, all’altezza di via Battisti in direzione San Francesco è «fiorito» un divieto di transito per le bici prima delle 9,30 e dopo le 20. Questo per lasciare il passo alle automobili che escono da via del Santo. Legambiente sostiene che bisogna rovesciare i termini del problema che si può fare come a Ferrara o Reggio Emilia introducendo il doppio senso di marcia per le bici utilizzando una la segnaletica anche solo verticale (zona a citabilità diffusa).